Nuove competenze dei comuni in materia di separazioni e divorzi

L’11 Dicembre 2014 è entrata in vigore la Legge N.162/2014 che prevede la possibilità per i coniugi di separarsi, divorziare o modificare le precedenti condizioni di separazione o divorzio, in maniera consensuale, senza rivolgersi ad avvocati e al tribunale innanzi all’Ufficiale dello stato civile.

Dove?

Ai coniugi è data la possibilità di presentare una richiesta congiunta all’Ufficiale dello Stato Civile del Comune:

  • di residenza di uno dei coniugi;
  • in cui è iscritto l’atto di matrimonio a seguito di celebrazione;
  • in cui è trascritto l’atto di matrimonio celebrato con rito religioso;
  • in cui è trascritto l’atto di matrimonio celebrato all’estero;

L’assistenza di un avvocato è facoltativa.

Chi si può avvalere di questa modalità semplificata?

Tutte quelle coppie che:

  • non abbiano figli minori;
  • non abbiano figli maggiorenni incapaci (cioè sottoposti a tutela, curatela, amministrazione di sostegno);
  • non abbiano figli maggiorenni portatori di handicap grave (Legge N.104/1992);
  • non abbiano figli maggiorenni economicamente non autosufficienti;
  • raggiungano l’accordo senza alcuna clausola avente carattere dispositivo sul piano patrimoniale (cioè l’accordo non può contenere patti di trasferimento patrimoniale come ad esempio: l’uso della casa coniugale, passaggi di proprietà dell’abitazione, assegni di mantenimento, ovvero qualunque altra utilità economica).     

In presenza di figli minori o maggiorenni, nelle condizioni di cui sopra, è prevista la possibilità di ricorrere alla negoziazione assistitacon l’assistenza di almeno un avvocato per parte.

Come previsto dalla Circolare del Ministero dell’interno N.19 del 28.11.2014 la dichiarazione di separazione e di divorzio non può essere ricevuta dall’Ufficiale dello stato civile in presenza di figli anche di uno solo dei coniugi.

Come avviare la procedura

Rivolgersi all’Ufficiale di Stato Civile per chiedere informazioni sulla documentazione occorrente, sottoscrivendo successivamente, da parte di entrambi i coniugi, specifico modulo per conferire dati per l’acquisizione dei documenti (tale modulo può essere scaricato anche dal sito istituzionale di questo Comune)

Acquisiti i documenti necessari, l’Ufficiale di Stato Civile fisserà un appuntamento per sottoscrivere l’accordo.

Sottoscrizione dell’accordo e sua conferma

Il giorno dell’accordo, l’Ufficiale di Stato Civile riceverà da ciascun coniuge la dichiarazione di volontà per separarsi, divorziare o modificare le precedenti condizioni di separazione o divorzio, secondo le condizioni pattuite. Compilato e sottoscritto l’accordo viene fissato un nuovo appuntamento per la conferma dello stesso (solo nel caso di separazione o di divorzio).

Alla data del secondo appuntamento (non prima di 30 giorni dal primo), i due coniugi devono ripresentarsi davanti all’Ufficiale di Stato Civile per confermare l’accordo.

La mancata comparizione nel giorno concordato, senza giustificato motivo, varrà quale rinuncia e quindi mancata conferma dell’accordo.

Documenti da presentare

  • Documenti di identità;
  • (nel caso di divorzio) Sentenza di separazione, passata in giudicato, da almeno 3 anni a far data dalla presentazione dei coniugi davanti al Presidente del Tribunale;
  • (nel caso di modifica delle precedenti condizioni) Precedente accordo di separazione o divorzio.

Costi del procedimento

Il procedimento prevede un costo di € 16,00, da versare all’atto della firma di conferma dell’accordo presso la Tesoreria del Comune di Gambolò (tale importo sarà adeguato  automaticamente commisurandolo al valore dell’imposta di bollo prevista per le pubblicazioni di matrimonio).

Decorrenza degli effetti

Nei casi di separazione e divorzio, l’efficacia si avrà con la conferma dell’accordo  (non prima di 30 giorni dalla firma dell’accordo) ma gli effetti giuridici decorreranno dalla data della prima dichiarazione che sarà quella da indicare nelle annotazioni marginali e riportate nella scheda anagrafica.

Nel caso di modifica delle condizioni di separazione o divorzio, l’accordo è immediatamente efficace.

CITTADINI STRANIERI

L’applicazione dell’Art.6 o 12 è prevista anche quando i coniugi sono cittadini stranieri.

  • verifica della sussistenza della competenza giurisdizionale;
  • i coniugi devono comparire personalmente non è applicabile l’ipotesi della rappresentanza;
  • uno o entrambi devono essere residenti in Italia oppure abbiano celebrato il matrimonio in Italia;

L’Art.19 del D.P.R. N.396/2000 prevede che:

 “Su richiesta dei cittadini stranieri residenti in Italia possono essere trascritti, nel comune dove essi risiedono, gli atti dello stato civile che li riguardano formati all’estero. Tutti devono essere presentati unitamente alla traduzione in lingua italiana e alla legalizzazione, ove prescritta, da parte della competente autorità straniera.” (in sostanza devono essere tradotti e legalizzati).

Inoltre il Ministero dell’Interno con la Circolare N.22 del 03.08.2011 ha precisato: “… gli ufficiali di stato civile dovranno dare corso alle richiesta di annotazione, sugli atti di matrimonio registrati ex.Art.19, degli atti inerenti i rapporti patrimoniali tra coniugi. Inoltre le copie integrali dell’atto di matrimonio riportante detta annotazione potranno essere rilasciate anche a soggetti terzi interessati che non siano menzionati nell’atto.”

In conclusione la trascrizione ai sensi dell’Art.19 potrà essere richiesta qualora almeno uno dei coniugi sia residente anche al fine di poter poi individuare il comune competente al quale gli avvocati potranno inviare la copia dell’accordo.

L’Art.12 prevede che i coniugi possono concludere un accordo “nel comune di residenza di uno di loro” quindi senza aver preventivamente fatto trascrivere l’atto di matrimonio però il ricorso all’Art.19 resta l’unica possibilità per consentire ai cittadini stranieri residenti in Italia che abbiano contratto matrimonio all’estero di avviare una procedura di separazione o di divorzio anche al fine di poter effettuare le dovute annotazioni.

Il riconoscimento dell’efficacia della separazione o del divorzio sarà condizionato da quanto previsto dalle norme di diritto internazionale privato mentre nei Paesi UE trova applicazione il REGOLAMENTO CE 2201/2003 pertanto, sia la procedura dell’Art.6 che quella dell’Art.12 rientrano nell’applicazione di tale regolamento e, in forza di tale regolamento, la decisione dell’avvocato o dell’usc vengono riconosciute automaticamente negli stati di origine senza possibilità di contestazione a meno che non sussistano elementi di contrasto con l’ordine pubblico.

Ulteriore conseguenza a tale regolamento è il rilascio del certificato di cui all’Art.39 che deve essere rilasciato a conclusione dell’intero procedimento, su richiesta di parte, agli interessati, che potranno utilizzarlo ai fini del riconoscimento dell’efficacia nel Paese di origine. In caso di negoziazione assistita sarà cura di chi avrà redatto l’accordo rilasciare tale certificato, mentre nel caso di accordo di fronte all’usc sarà quest’ultimo a procedere al rilascio.

Tale certificato dovrà essere rilasciato in ITALIANO senza bisogno di legalizzazione né di traduzione.

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