Gli orari degli esercizi commerciali

Le attività commerciali disciplinate dal Decreto Legislativo 31/03/1998, n. 114 e le attività di somministrazione di alimenti e bevande possono non rispettare gli orari di apertura e di chiusura. Per esempio, possono non rispettare l’obbligo di chiusura domenicale, festiva o di mezza giornata settimanale (articolo 31, comma 1 del Decreto Legislativo 06/12/2011, n. 201 che ha modificato l’articolo 3, comma 1, lettera “d-bis” del Decreto Legge 04/07/2006, n. 223).

La libertà di aprire nuovi esercizi commerciali senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di altra natura è un principio generale dell'ordinamento comunitario (articolo 31, comma 2 del Decreto Legislativo 06/12/2011, n. 201). Sono esclusi gli esercizi connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell'ambiente (anche quello urbano) e dei beni culturali.

Per tutela della salute si intende anche la tutela dall’inquinamento acustico dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo. Il rispetto della quiete pubblica, quale bene collettivo, è necessario per assicurare la salute dei cittadini e deve essere garantito dagli Enti pubblici competenti, tra cui i Comuni. La quiete pubblica è infatti un fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività (articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana).

La recente disposizione dettata dall'articolo 31, comma 1 del Decreto Legislativo 06/12/2011, n. 201 non abroga la normativa in materia di inquinamento acustico, pertanto anche le attività commerciali individuate dal Decreto Legislativo 31/03/1998, n. 114 e le attività di somministrazione di alimenti e bevande sono ancora tenute ad osservarla.

Attività non soggette alla liberalizzazione degli orari

Nell'ambito di liberalizzazione degli orari non rientrano:

  • tutti gli esercizi con licenza di pubblico spettacolo (ad esempio le sale giochi), esclusi gli esercizi di somministrazione
  • le attività artigianali (ad esempio gli acconciatori, gli estetisti, i kebab, le pizzerie e le gelaterie da asporto)
  • le farmacie (il Decreto Legislativo 24/01/2012, n. 1 ha comunque introdotto parziali liberalizzazioni d'orario)
  • i distributori di carburanti, le tabaccherie e le edicole, per le quali continuano a valere le disposizioni attuali, che variano in base a libertà assoluta, orari regolamentati dai Comuni o meccanismi di turnazione programmati.

Orari per la somministrazione non assistita (consumo sul posto per artigiani alimentari)

L'attività degli artigiani iscritti all'Albo per la vendita nei locali di produzione o nei locali a questi adiacenti dei beni di produzione propria non rientra nell'ambito di liberalizzazione degli orari poichè non disciplinata dal Decreto Legislativo 31/03/1998, n. 114.

Gli orari di esercizio dell'attività rimangono quindi quelli definiti dall'articolo 3 della Legge Regionale 30/04/2009, n. 8, in base al quale gli orari di apertura e chiusura al pubblico delle imprese artigiane di produzione e trasformazione alimentare che effettuano la vendita dei propri prodotti per il consumo immediato nei locali dell'azienda sono rimessi alla libera determinazione degli imprenditori nel rispetto della fascia oraria compresa dalle ore 06:00 alle ore 01:00 del giorno successivo salvo deroghe motivate da parte dei Comuni.

Le attività artigianali che effettuano la vendita degli alimenti di propria produzione per il consumo immediato devono infine pubblicizzare gli orari di apertura e chiusura mediante appositi cartelli.

Orari per le farmacie

Le farmacie autorizzate ai sensi del'articolo 1 della Legge 02/04/1968, n. 475, qualora vendano esclusivamente prodotti farmaceutici, specialità medicinali, dispositivi medici e presidi medicochirurgici non rientrano nell'ambito di liberalizzazione degli orari poichè non disciplinate dal Decreto Legislativo 31/03/1998, n. 114Per queste ultime gli orari di esercizio dell'attività sono invece definiti dalla Legge Regionale 30/12/2009, n. 33.

In particolar modo, ai sensi dell'articolo 90, tutti i provvedimenti amministrativi riguardanti la apertura e chiusura delle farmacie sono adottati dal Direttore generale dell'ASL territorialmente competente

Ai sensi dell'articolo 91 l'orario ordinario di apertura è stabilito in 40 ore settimanali equamente distribuite su cinque giorni. Per orario diurno s'intende quello compreso fra le ore 08:00 e le ore 20:00 e per orario notturno quello compreso fra le ore 20:00 e le ore 08:00 del giorno successivo.

Le farmacie devono svolgere il servizio ordinario a battenti aperti in orari compresi tra le ore 08:00 e le ore 20.00 e obbligatoriamente dalle ore 09:00 alle ore 12:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00, salvo per le farmacie che non hanno ingresso diretto sulla pubblica via o piazza, presenti presso i centri commerciali.

Il Direttore generale dell'ASL territorialmente competente, poi, su richiesta della farmacia interessata e sentiti l'Ordine provinciale dei farmacisti, i Sindaci, l'Associazione provinciale titolari di farmacia aderenti a Federfarma, Confservizi Lombardia, ove esistano farmacie comunali, e le organizzazioni sindacali di categoria, può autorizzare aperture diverse nell'arco dell'anno fino a un massimo di 48 ore settimanali suddivise in sei giorni in funzione di necessità stagionali in località climatiche o di maggiore presenza di persone a scopo turistico all'interno delle zone di villeggiatura (Legge Regionale 16/07/2007, n. 15 e Deliberazione della Giunta Regionale 30/01/2008, n. 6532)

In caso di ulteriori informazioni di invita a prendere contatto con l'ASL territorialmente competente.

Chiusura temporanea

Se un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande chiude temporaneamente per un periodo superiore a trenta giorni consecutivi è necessario presentare comunicazione (articolo 109 della Legge Regionale 02/02/2010, n. 6).

© 2013 Comune di Gambolò - Realizzazione sito: Servizio Affari Generali
Mappa del Sito | Accesso Utente | Note Legali

Powered by