SCIA

Cos'è la SCIA?

La SCIA è una segnalazione certificata d'inizio di un'attività che, per alcune categorie economiche, sostituisce il rilascio di un'autorizzazione da parte dell'Amministrazione comunale: la SCIA costituisce titolo necessario per intraprendere con decorrenza immediata l'esercizio dell'attività.

La SCIA è in sostanza un'autocertificazione (dichiarazione sostitutiva di certificazione e/o atto di notorietà) che, per i casi previsti, deve essere redatta sulla nuova modulistica unificata predisposta da Regione Lombardia, valida in tutto il territorio regionale, tramite Decreto del Direttore Generale 18/03/2011, n. 2481 e costituita da:

  • Modello A (da utilizzare nei casi di inizio, ampliamento, trasferimento, modifiche strutturali dell'attività)
  • Modello B (da utilizzare nei casi di subingresso, cambio di denominazione/ragione sociale senza modifiche strutturali dell'attività, sospensione, ripresa, cessazione dell'attività)
  • Schede 1/2/3/4/5/6 (da utilizzare in relazione alle diverse tipologie di attività)

In caso di attività non comprese all'interno della modulistica regionale si rimanda alla compilazione dei singoli modelli pubblicati sul portale, i quali, a loro volta, possono essere considerati SCIA alla stregua di quella unificata predisposta da Regione Lombardia (ad esempio, SCIA per agenzia d'affari o SCIA per la vendita di cose antiche e usate).

Come deve essere presentata?

Ai sensi dell'articolo 2 del Decreto del Presidente della Repubblica 07/09/2010, n. 160, le domande, le dichiarazioni, le segnalazioni (quindi le SCIA di cui sopra) e le comunicazioni concernenti le attività produttive e di prestazione di servizi ed i relativi elaborati tecnici e allegati sono presentati esclusivamente in modalità telematica al SUAP  competente per il territorio in cui si svolge l'attività o è situato l'impianto. 

ATTENZIONE: la modalità telematica non prevede l'utilizzo di chiavette USB, CD, posta e fax!

Le pratiche presentate mediante modalità non telematica, ai sensi della legge vigente, saranno considerate irricevibili e pertanto non produrranno alcun effetto giuridico!

Quando deve essere presentata

L’istituto della SCIA si applica ai casi definiti dalla Circolare Regionale 21/03/2011, n. 3, premesse le seguenti condizioni:

  • deve trattarsi di esercizio di attività imprenditoriale, commerciale, artigianale;
  • il rilascio dell’atto sostituito dalla segnalazione deve essere connesso esclusivamente all’accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale;
  • l’attività non deve essere subordinata ad alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale.

Anche il Ministero dello Sviluppo Economico, con Circolare Ministeriale 10/08/2010, n. 3637/C, ha sostenuto l’inammissibilità dell’istituto della SCIA nei casi in cui, ai fini dell’avvio di un'attività, la disciplina di settore disponga la necessità di strumenti di programmazione.

Viceversa, nel caso in cui il Comune abbia in vigore un atto di regolamentazione e di pianificazione relativo al rilascio delle autorizzazioni di natura esterna all’attività, cioè che si esaurisca nell’indicazioni dei presupposti di natura urbanistica richiesti per il rilascio (ad esempio la richiesta di parcheggi), ciò non è considerato impeditivo all’applicazione della SCIA perché non costituisce un vero e proprio atto di programmazione delle attività ma solo una regolamentazione che impone ulteriori presupposti (per lo più di natura urbanistica) per il rilascio dell’autorizzazione alla specifica attività produttiva.

Per i casi documentati è sempre necessario presentare una SCIA prima di iniziare l'attività!

Quando non deve essere presentata

Non sono tenuti a presentare la SCIA:

  • i piccoli laboratori artigianali che impiegano fino a tre addetti adibiti a prestazioni che:
    • non producano, con impianti o macchine, emissioni in atmosfera ai sensi del Decreto Legislativo 03/04/2006, n. 152
    • non abbiano scarichi idrici di tipo produttivo
    • non producano rifiuti speciali pericolosi ai sensi del Decreto Legislativo 05/02/1997, n. 22
    • non abbiano un significativo impatto rumoroso con l'ambiente

Ad esempio, possono rientrare in questi casi l'elettricista, il riparatore TV, il calzolaio, il sarto e assimilabili.

  • depositi e magazzini annessi ad esercizi di vendita al dettaglio
  • depositi di attrezzi agricoli ed assimilabili
  • uffici pubblici e studi professionali
  • scuole senza laboratori annessi
  • ospedali ed istituzioni sanitarie e socio assistenziali

Per i casi documentati non è necessario presentare una SCIA prima di iniziare l'attività!

Fasi dell'istruttoria

Ai sensi dell'articolo 19 della Legge 07/09/1990, n. 241, l'Amministrazione competente, in caso di accertata carenza  dei requisiti e dei presupposti, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione, adotta motivati  provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro un termine fissato dall'amministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta  giorni

In caso di dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell'atto di notorietà false o mendaci, l'Amministrazione, ferma restando l'applicazione delle sanzioni penali, nonchè di quelle di cui al Capo VI del Decreto del Presidente della Repubblica 28/12/2000, n. 445, può sempre e in ogni tempo adottare i provvedimenti di cui sopra.

 

© 2013 Comune di Gambolò - Realizzazione sito: Servizio Affari Generali
Mappa del Sito | Accesso Utente | Note Legali

Powered by