Superamento barriere architettoniche

Note di carattere generale in riferimento agli edifici e i locali destinati ad attività produttive di carattere industriale, agricolo, artigianale, nonché ad attività commerciali e del settore terziario 

La nota intende fornire un orientamento generale in riferimento alla problematica dell’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici destinati alle attività economiche.

La normativa a cui occorre fare riferimento è la seguente:

  • L. 9 gennaio 1989 n.13;
  • L.R. 20 febbraio 1989 n.6;
  • D.M. 14 gennaio 1989 n.236

Le disposizioni legislative suddette riportano indicazioni a volte discordanti, dovendosi applicare di caso in caso la previsione più restrittiva.

La normativa regionale  - art. 13 L.R. n.6/89 – (più restrittiva della L.13/89) prevede che tutti gli edifici e i locali destinati ad attività produttive di carattere industriale, agricolo, artigianale, nonché ad attività commerciali e del settore terziario ottemperino alle prescrizioni relative all’eliminazione delle barriere architettoniche a seconda della tipologia dell’intervento edilizio come segue:

  • per le nuove costruzioni, nonché per gli edifici esistenti relativamente ad interventi di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia e di ristrutturazione urbanistica l’intero intervento dovrà rispettare le prescrizioni per l’eliminazione delle b.a.;
  • per gli interventi di manutenzione straordinaria occorre applicare la normativa per l’eliminazione delle b.a. limitatamente alle parti di costruzione sulle quali si interviene.

Inoltre, ai sensi dell’art.20 della L.R. n.6/89,  gli interventi di restauro, risanamento conservativo, di manutenzione straordinaria possono essere ammessi in deroga rispetto alle prescrizioni sull’eliminazione delle b.a. in caso di:

  1. esistenza di vincoli stabiliti ai sensi della normativa vigente a tutela dei beni ambientali artistici, archeologici, storici e culturali, che non consentano interventi edilizi coerenti con la finalità della normativa sull’eliminazione delle b.a.;
  2. impossibilità tecnica connessa agli elementi statici ed impiantistici degli edifici oggetto dell'intervento.

Lo stesso articolo prevede un’altra possibilità di deroga riguardante ambienti di lavoro destinati alla produzione, fatta salva la necessità di rendere comunque accessibili mense, spogliatoi e altri servizi, nel caso di:

  1. impossibilità di inserimento nella specifica lavorazione di portatori di handicap di tipo tale da essere di pregiudizio alla sicurezza propria o dei colleghi o degli impianti;
  2. presenza di sistemi produttivi con utilizzo di macchinari non adattabili alle esigenze di personale portatore di handicap.

Nei casi suddetti l'estensore del progetto è tenuto a motivare, documentare e sottoscrivere sotto la propria responsabilità quanto ivi previsto.

Si ritiene utile riportare di seguito i requisiti richiesti per l’eliminazione delle barriere architettoniche relativamente ad alcuni elementi edilizi ricorrenti, senza la pretesa di essere esaustivi e rimandando alla normativa per quanto non trattato (applicando la norma più restrittiva).

SERVIZIO IGIENICO

  • la porta di accesso deve essere ≥ 80 cm e preferibilmente con apertura verso l’esterno ovvero scorrevole;
  • il piano superiore del water deve essere ad un’altezza 45 – 50 cm dal pavimento ed il bordo anteriore deve distare 75 - 80 cm dalla parete posteriore. Lo spazio per accostamento laterale al sanitario non deve essere inferiore a 80 cm circa (la norma prevede uno spazio ≥ 100 cm dall’asse del sanitario).
  • Per consentire il trasferimento, dovrà essere installato ad un’altezza di cm 80 dal pavimento e a cm. 40 dall’asse del water, un corrimano del diametro 3-4 cm distanziato dalla parete almeno 5 cm. –
  • lo spazio di accostamento al bordo frontale del lavabo deve essere minimo 80 cm, il lavabo deve essere a mensola ed avere il bordo superiore ad un’altezza di cm 80
  • il servizio igienico deve essere dotato di un campanello di emergenza posto in prossimità della tazza

Il servizio igienico deve avere dimensioni e spazi liberi sufficienti a garantire la rotazione della sedia a ruote per accedere, utilizzare e lasciare il locale

RAMPE

La pendenza di eventuali rampe di collegamento fra piani orizzontali diversi, varia in funzione della lunghezza delle rampe stesse, e precisamente:

  • per rampe fino a m. 0.50 la pendenza massima ammessa è del 12%;
  • per rampe fino a m. 2.00 la pendenza massima ammessa è dell'8%;
  • per rampe fino a m. 5.00 la pendenza massima ammessa è del 7%;
  • oltre i m. 5.00 la pendenza massima ammessa è del 5%.

Qualora a lato della rampa si presenti un dislivello superiore a cm. 20, la rampa dovrà avere un cordolo di almeno 5 cm. di altezza.

La rampa dovrà avere una larghezza minima di m.1,50.

Ogni 10 m di lunghezza od in presenza di interruzioni mediante porte, la rampa deve presentare un ripiano di dimensioni 1,50 m x 1,50 m ovvero di 1,40 m x 1,70 m al netto dell’ingombro di apertura di eventuali porte.

ASCENSORI

Si premette che per gli edifici destinati alle attività economiche di cui si tratta con più di un piano fuori terra deve essere predisposto almeno un ascensore utilizzabile da una persona in carrozzella.

Negli interventi su edifici esistenti con meno di tre piani fuori terra sono consentiti, in via subordinata ad ascensori e rampe, impianti alternativi servo-assistiti per il trasporto verticale di persone quali, ad esempio, pedane e piattaforme mobili.

Tali impianti speciali dovranno avere spazi di accesso e dimensioni tali da garantire l’utilizzo da parte di persone in carrozzella e, se esterni, dovranno essere protetti da agenti atmosferici.

PORTE – FINESTRE – PARAPETTI

La porta di ingresso principale deve avere una larghezza pari a 90 cm, mentre le porte interne devono avere una larghezza pari a 80 cm.

© 2013 Comune di Gambolò - Realizzazione sito: Servizio Affari Generali
Mappa del Sito | Accesso Utente | Note Legali

Powered by